
Con la legge numero 260 del 1949 la Repubblica Italiana riconosce il 25 aprile come festa nazionale in ricordo della Liberazione della penisola dall'occupazione tedesca. Infatti, all'indomani dell'annuncio dell'armistizio dell'Italia con gli Alleati (8 settembre 1943), le truppe tedesche occuparono la penisola, assestandosi sulla linea Gustav. Da quel momento l'Italia fu nuovamente divisa: al sud gli anglo-americani, al centro-nord la Repubblica Sociale di Salò, guidata da Benito Mussolini in collaborazione con i nazisti. Dal 1943 al 1945, accanto alla guerra patriottica condotta per la liberazione del Paese dall'occupazione tedesca, si combattè anche una cruenta guerra civile, che oppose partigiani e fascisti. Nacque la Resistenza, che raccolse attorno alla speranza di una patria libera e democratica migliaia di persone: operai, contadini, donne, borghesi, soldati, esuli ed ex prigionieri.
Nella primavera del 1945, dopo lo sfondamento della Linea Gotica da parte degli Alleati, operai e brigate partigiane riuscirono ad accelerare la disfatta tedesca. Tra il 23 e il 26 aprile le principali città dell'Italia settentrionale vennero liberate dai partigiani supportati dagli Alleati. Genova, Torino e Milano e più tardi anche le altre città, tra cui Udine, che venne liberata il 1° maggio, riacquisirono la libertà dall'oppressione nazifascista. Il 25 aprile diventa quindi la data simbolica in ricordo della lotta per la liberazione, un evento fondamentale per la storia dell'Italia democratica, festeggiato ancora dopo 71 anni con manifestazioni pubbliche in tutto il territorio.







