
.“L’antisemita è un uomo che ha paura. Non degli Ebrei, certamente: ma di se stesso, della sua coscienza,della sua libertà, dei suoi istinti, delle sue responsabilità, della solitudine, del cambiamento, della società e del mondo; di tutto meno che degli Ebrei…[…] è l’uomo che vuole essere una rupe spietata, un torrente furioso, un fulmine devastatore, tutto fuorché un uomo” (Jean Paul Sartre).
“Dove andate giovani, dove andate studenti che fate scorribande per le strade manifestando in nome di ciò che provoca in voi entusiasmo o rabbia con l’impellente bisogno di dare pubblicamente voce all’urlo delle vostre coscienze indignate? Andate a contestare chi difende un innocente? Se un grande paese come la Francia, a cui appartenete,permette che un innocente agonizzi tra le torture,allora è una nazione senza speranza. Giovani, antisemiti, possibile che esista una cosa del genere? Che tristezza, che angoscia per il XX secolo che sta per aprirsi! Dopo 100 anni dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino,torniamo al più basso dei fanatismi, all’intolleranza più abietta. Ma proprio in voi giovani sarebbe dovuto risplendere il futuro prossimo venturo. Giovani, vi supplico. Pensate a ciò che vi attende. Sono convinto che saprete risolvere i problemi di verità e di giustizia. Andate verso l’umanità, verso la libertà. La negazione di questa è dittatura” (Émile Zola).







