Cari studenti del Marinelli, cari ragazzi, so che in questo momento siete spaesati, preoccupati, increduli. La vostra giovinezza si trova davanti ad una prova terribile e inattesa e la fragilità della gioventù non sarà più la stessa. Pensavate e pensavamo che la vostra vita avesse gravi problemi da affrontare (le dipendenze, il cyberbullismo, la paura per il mancato lavoro, la fragilità di un futuro incerto e altro ancora) ma ad una pandemia nessuno aveva pensato. Non eravamo pronti noi, immaginate quanto pronti eravate voi. Le battaglie sul clima con cortei e mobilitazioni sembravano un nuovo futuro e il web stava diventando occasione e problema.
Si è azzerato tutto. Io sono con voi e quando rientreremo a scuola cercherò di capire di cosa avete bisogno, cosa possiamo fare, come aiutarvi a vivere questo trauma, questa guerra incredibile dichiarata da nessuno ma combattuta da tutti.
I vostri insegnanti mi hanno commosso per la passione, l'impegno, la voglia di aiutarvi. Sono tutti preoccupati dentro un mondo che non conoscono, dentro un rapporto didattico nuovo e incerto, dentro uno spazio dove i confini si allontanano. Hanno a cuore il vostro apprendimento, il vostro futuro, la vostra vita. Seguiteli, ascoltateli, parlate con loro con qualunque mezzo.
Io penso a voi e al vostro ritorno (che temo non sarà il 4 aprile). So che siete 1.500, ma, se tutti avrete bisogno di me, ci sarò per ognuno. Non vi manderò questionari da compilare, ma se volete scrivermi (
dirigente@liceomarinelli.edu.it) o telefonarmi (3285654049) ci sarò per ognuno di voi. Raccontatemi cosa pensate, come vivete, cosa vi preoccupa, cosa non viene fatto bene, cosa apprezzate. Quello che volete: io sono qui per voi. Per capire come fare a far diventare meno fragile la vostra fragilità, a dare un supporto alle vostre preoccupazioni, a capire i vostri pensieri.
Con un amore assoluto.
Il vostro dirigente scolastico
Stefano Stefanel