
In questa fase delicata la scuola ha due possibilità, quella di chiudersi in se stessa, a riccio, quasi spaventata da rischi e disagi che talora possono sembrare insormontabili, oppure un'altra: quella di cogliere l'occasione, pur tra mille difficoltà, per un profondo rinnovamento di stili e metodi. La via è segnata: quella dei curricoli centrati sui discenti al posto dei rigidi programmi di un tempo; curricoli capaci di valorizzare i contesti di apprendimento, le esperienze, la pluridisciplinarità, le competenze, le differenze, in una prospettiva "colta" nella quale i tradizionali (e i nuovi) "contenuti" non siano più l'oggetto privilegiato degli studi, ma gli strumenti flessibili di un'elaborazione personale. A questa sfida ci chiama un agile libretto, intitolato Innovare il curricolo. Come muovere il curricolo dentro le scuole dell'autonomia, vergato dal nostro Dirigente Scolastico, prof. Stefano Stefanel, di cui dà conto anche un articolo apparso sulla stampa locale, La sfida è lanciata. Saremo in grado di raccoglierla?
a cura di Giorgio Giacometti








